Ho scattato queste fotografie durante il lockdown del 2020 Ho trascorso quel lungo periodo in casa, sempre da solo, nel rispetto delle regole.
Il mondo del consumo e dell’intelligenza artificiale ormai in arrivo aveva mostrato con disarmante velocità che non tutto era controllabile. In me questo era stato destabilizzante e aveva messo a repentaglio certezze consolidate. Si era rotto qualcosa pensato erroneamente invincibile.
Ho fotografato la mia mano nelle varie fasi del suo trasformarsi per effetto dell’arsura causata dai frequenti lavaggi che ci imponevamo. Lavata, malata, curata. Credo sia stato per il bisogno di umanità.
In generale in quello che ho fatto in quei giorni penso ci sia stata tanta intimità. A volte passava la giornata e non me ne accorgevo. E’ incredibile pensando alle cose in più che avevamo da fare prima di quel periodo e che abbiamo da fare oggi. Penso che sia stata proprio l’intimità ad averci occupato tutto quel tempo.